Una piattaforma di criptovalute ha accreditato per sbaglio 10,5 milioni di dollari a una compratore

‘Truffa’ e ‘crypto’, ultimamente, sono due termini che si incontrano spesso nel aneddoto degli utenti derubati dei loro investimenti e dei loro risparmi. In genere, sono i fondatori delle piattaforme di criptovalute che spariscono col denaro dei clienti. In Australia, invece, è successo il contrario.

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Riccardo Luna

15 Febbraio 2022

Crypto.com, la piattaforma per lo scambio di criptovalute che serve 50 milioni di utenti, ha compiuto un errore colossale: a una cliente australiana che aveva chiesto un rimborso di 100 dollari (australiani, l’quivalente di 68 dollari americani) sono stati accreditati, nel 2021, circa 10,5 milioni di dollari (sempre australiani, ovvero circa 7,2 milioni di dollari).

Alla voce riservata al pagamento, il dipendente che si è occupato del rimborso avrebbe inserito il numero dell’account della donna: 10474143. Una svista costata una fortuna.  

La società di Singapore, nota anche per l’aggressiva campagna pubblicitaria che ha avuto per protagonista l’attore Matt Damon, si è accorta dell’accredito milionario soltanto dopo sette mesi, a dicembre 2021.

Cosa c’entrano Matt Damon, i Lakers e un blog da 10 milioni di $ con il fenomeno Crypto.com

Quando Crypto.com ha avcominciato un’azione legale presso la Corte Suprema del Victoria, lo stato a sud est dell’Australia in cui si trova Melbourne, il conto in banca di Thevamanogari Manivel, e un altro su cui aveva trasferito gran parte della somma, è stato immediatamente congelato.

Ma la donna, nel frattempo, avrebbe acquistato – stando alle informazioni in possesso della Corte Suprema – un’abitazione del valore di 1,35 milioni di dollari. Questo denaro farebbe parte della cifra accreditata erroneamente da Crypto.com. E sarà più complicato da recuperare: la casa è stata infatti intestata alla sorella di Thevamanogari Manivel, che vive in Malesia e che ha risposto superficialmente ai solleciti comincia mail di Crypto.com: “Ricevuto, grazie” avrebbe semplicemente scritto la donna.

Secondo CoinMarketCap, uno dei siti più accreditati per quanto concerne il monitoraggio del valore delle criptovalute e dei loro scambi, alla fine dello scorso anno la piattaforma Crypto.com era la nona in assoluto tra quelle più usate al mondo per la compravendita di monete digitali.

L’azienda guidata dal Ceo e co-fondatore Mark Marszalek, poco più che quarantenne, è invece ai primi posti dal punto di vista del marketing: ha acquistato un dominio straordinariamente efficace e ha investito milioni di dollari in testimonial d’eccezione e in sponsorizzazioni di luoghi di culto dello sport. L’azienda ha pagato 700 milioni di dollari, per esempio, per consegnare il suo nome allo Staples Center di Los Angeles, storica arena in cui i Lakers giocano le gare Nba.

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Francesco Marino

20 Gennaio 2022

Crypto.com nasce come startup nel 2016. Inizialmente si chiamava Monaco e offriva carte di credito Visa ricaricabili con criptovalute. In due anni lo stato patrimoniale della società ha raggiunto i 200 milioni di dollari.

Nel 2018 l’azienda ha cambiato nome in Crypto.com assicurandosi l’indirizzo web che un professore americano usava per il suo blog da 25 anni. Matt Blaze, maestro dell’Università della Pennsylvania, in passato aveva resistito a diverse offerte ma alla fine ha ceduto per (circa) 10 milioni di dollari. Crypto.com ha il suo quartier generale a Singapore ma ha sedi anche a Malta, in Gran Bretagna e Irlanda.

Sulla piattaforma Crypto.com vengono scambiati Bitcoin, Ether e altre 150 tipi di criptovalute. L’azienda guadagna sulle commissioni di ogni transazione.

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