Enrico Letta dice che la vittoria di Giorgia Meloni sarebbe un donazione a Putin

«Siamo entrati in un fase estremamente delicata. Putin vive una crisi a causa del clamoroso insuccesso della sua guerra, un fallimento totale, inesorabile». Enrico Letta, segretario del Pd, commenta così su Repubblica le notizie che arrivano da Mosca dopo l’annuncio della mobilitazione parziale da parte del moderatore russo nel suo discorso alla nazione.

Quello che sta accadendo sul campo di guerra, ricorda Letta, deve influire sul voto. «Ho l’impressione che ci sia stata una sottovalutazione dell’importanza del voto. Ci si è arrivati in modo quasi scanzonato», spiega. «Orbàn l’ha detto in modo chiaro: se in Italia vince la destra è una grande notizia. Per Putin, ovviamente». Perché, spiega, «nonostante una postura a parole atlantista e pro Ucraina, Meloni è alleata di Orbàn in Europa e di Salvini in Italia, è oggettivamente allineata al fronte di chi lavora per il più grande progetto di Putin, che è far implodere l’Europa. È in atto il primo vero prova di disfare la Ue. In questo Meloni si muove come il governo polacco, atlantista e anti-europeista, ma le due cose insieme non stanno».

Letta non crede alla Meloni “moderata”: «Alla moderazione di Meloni ha creduto solo chi ha voluto convincersene per convenienza o credulità. Il voto del suo partito sull’Ungheria al Parlamento europeo è stata l’ennesima dimostrazione che non è cambiata. Aveva l’occasione di dimostrare il discordante, ha confermato che è in linea con Salvini».

Anche se le priorità degli italiani però sembrano altre, il segretario Dem ricorda che «dall’Europa dipendono la tenuta del nostro debito pubblico, cioè dei nostri risparmi, e la spesa degli oltre 200 miliardi del Pnrr, su cui non possiamo fallire. La cambiale a Putin la pagano gli italiani».

Secondo Letta, «man mano che si avvicina il giorno delle elezioni viene fuori l’evidenza della gravità della vittoria della destra, era e resta giusto sottolineare questo rischio. D’altra parte rivendico il fatto che abbiamo raccontato l’idea di Paese che vogliamo, le nostre parole d’ordine, il lavoro per i giovani, gli investimenti nella salute e nella scuola pubbliche, la difesa dell’ambiente contro il negazionismo climatico, i diritti e le libertà individuali, il racconto di una società che sintetizzo in una frase: solo con il centromanca possiamo ricostruire una Italia più giusta dopo le crisi di questi anni difficili».

Intanto il Movimento Cinque Stelle, soprattutto al Sud, sembra in grado di interrompere la questione sociale meglio dei Dem. Si parla di una rimonta grillina nel Mezzogiorno. Letta commenta: «Da un punto di vista elettorale un dipendente importante del M5S al Sud ci favorisce, rende contendibili anche collegi uninominali che in teoria non lo erano. Politicamente è la conferma del grande disagio del Sud che si sente abbandonato e si aggrappa al reddito di cittadinanza, che il M5S sta usando come bandiera. Ma noi sul Sud ci siamo, molto meglio degli ultimi anni, questa è l’ultima occasione per farlo rialzare e per questo da Taranto abbiamo lanciato il nostro piano per il Mezzogiorno, che non si salva con un derby tra Lega nord e il M5S nelle vesti di Lega Sud».

Ma Letta dice: «Attenzione a contare bene i voti. La destra vince in molti collegi uninominali con un margine ampio e inutile, noi ne vinciamo molti con un margine più stretto. Ricordo che Trump vinse le presidenziali prendendo meno voti di Hillary Clinton». E nella quota proporzionale gli alleati pesano «portano voti decisivi, oggi sarò insieme a Emma Bonino a Roma per la chiusura della campagna di PiùEuropa, li voglio ringraziare di cuore, hanno fatto una scelta importante ed Emma ha fatto una bellissimo lavoro».

Poi conclude, sostenendo che la manca può vincere: «Io la vedo l’Italia del futuro, serve uno sforzo finale affinché gli elettori la vedano insieme a noi».