Una rappresentazione sui social avrebbe svelato all’esercito ucraino il covo della brigata Wagner

Potrebbe essere stata una foto postata da un blogger russo ad aver svelato all’esercito ucraino la posizione del battaglione di mercenari russi Wagner a Popasna. La tesi è di un giornalista ucraino, Denis Kazansky, che sui social ha ricostruito le comunicazioni su Telegram di un blogger vicino all’esercito russo che tra l’8 e l’11 agosto avrebbe pubblicato sul suo canale alcune foto di soldati del battaglione, scattate da lui stesso, dimenticando di oscurare edifici e strade. Elementi che sarebbero stati utili all’intelligence ucraina per capire l’esatta posizione del battaglione.

Ma sono diverse le testate di Kiev a riportare l’aneddoto, ennesimo caso in cui comunicazione online, social e guerra sembrano intrecciarsi nel conflitto in corso dal 24 febbraio tra Russia e Ucraina. Il sito Ukrainska Pravda ha confermato che un corrispondente del Cremlino ha visitato il quartier generale dei mercenari l’8 agosto e ha postato alcune fotografie sul suo canale mostrando chiaramente un indirizzo vicino al covo del battaglione.

La sera del 14 agosto un missile dell’artiglieria di Kiev ha poi centrato il quartier generale del Gruppo Wagner, causando un numero indefinito di vittime tra i militari, i cui corpi, riportano le cronache ucraine, vengono tutt’ora estratti dalle macerie. 

Il gruppo paramilitare Wagner è stato collegato dalle agenzie di intelligence occidentali all’oligarca russo Yevgeny Prigozhin, stretto collaboratore di Vladimir Putin, tanto da meritarsi il soprannome de “Il cuoco di Putin”. Prigozhin, stando a quanto riferiscono le agenzie internazionali, si sarebbe recato alla essenziale solo pochi giorni prima dell’attacco ucraino.

La presenza di paramilitari Wagner è stata documentata in Libia, Mali e Siria, oltre che in molti altri Paesi, soprattutto in Africa. E’ accusato di crimini di guerra e violazione dei diritti umani.