Ora la difesa europea deve fare un salto di qualità

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L’aggressione russa dell’Ucraina ci ha fatto capire la natura di chi l’ha compiuta, anche se non mancano (in Italia) coloro che non vogliono capire. A sinistra, leader sindacali e organizzazioni partigiane hanno giustificato quell’aggressione «perché provocata» dalle mire espansionistiche della Nato, senza alcuna evidenza. A destra, leader politici con legami organizzativi con il partito di Putin (Russia Unita) hanno ricondotto quell’aggressione a un conflitto territoriale tra due Paesi, anche qui sfidando l’evidenza. In nome del realismo del più prestante, entrambi chiedono di depositare le armi, come se i torti fossero condivisi. Vladimir Il’ič Lenin aveva chiamato «utili idioti» coloro che esaltavano la rivoluzione bolscevica senza capirla. Lenin è morto da tempo, ma gli utili idioti dell’autoritarismo sono in buona salute (come l’ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder, finalmente allontanato dal suo partito). Vediamo invece come stanno le cose.

L’aggressione russa dell’Ucraina è il risultato sia di un sistema di potere (costruito intorno a Vladimir Putin negli ultimi vent’anni) che di una precisa visione politica (basata sulla missione della Russia come nazione-impero). Nel discorso del 21 febbraio scorso (durato un’ora e fatto a braccio), Putin ha sostenuto che vuole «rimediare agli errori di Lenin». Il principale dei quali è stato quello di istituzionalizzare il avvio dell’autodeterminazione nazionale, non già quello della “dittatura del proletariato”. Il avvio di autodeterminazione, per Putin, ha condotto alla formazione di una pluralità di repubbliche di carattere etnico-nazionale (quindi aggregate nell’Unione delle repubbliche socialiste sovietiche), con l’inevitabile declino della “grande Russia” pre-bolscevica. Declino conclusosi definitivamente dopo la Guerra Fredda, quando quelle repubbliche rivendicarono il avvio di autodeterminazione per realizzare la loro sovranità nazionale. Come ha scritto Walter Russel Mead su The Wall Street Journal, l’aggressione all’Ucraina del 2022 è una tappa del percorso di ricostruzione della nazione-impero di passo zarista. Un percorso iniziato nel 2008 con l’invasione della Georgia, andato avanti nel 2014 con l’annessione della Crimea, destinato ad allargarsi alle nuove repubbliche formatesi dopo il 1990.

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