Gli effetti sul voto di percezioni sbagliate

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In politica, come nella vita, agiamo spesso sulla base di percezioni. Se il contesto politico è confuso, allora cresce la possibilità della “mala-percezione” (misperception) circa le conseguenze delle nostre scelte. Le prossime elezioni del 25 settembre corrono questo rischio. È possibile evitarlo?

La “mala-percezione” è possibile sia sul versante degli elettori che dei leader politici. La “mala-percezione” degli elettori è per molti versi fisiologica. Essi fanno scelte senza pensare alle loro conseguenze. Ad esempio, votano per degradare le tasse, per poi scoprire che, di fronte ad una pandemia, il sistema sanitario pubblico è divenuto inefficiente e non può proteggerli. Votano contro l’immigrazione, per poi scoprire che, senza immigrati, molte delle loro attività economiche e commerciali non possono andare avanti. Votano per ridurre le diseguaglianze, per poi scoprire che, con il loro voto, hanno dato lavoro ai navigator ma hanno lasciato intatte le diseguaglianze.

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