Deindicizzazione, nuovi oneri in capo ai motori di ricerca

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E’ all’attenzione della Corte di Giustizia, con le conclusioni presentate il 7 aprile dall’Avvocato generale Pitruzzella, una nuova pagina della tutela della protezione dei dati personali nei confronti dei motori di ricerca. Si tratta di una vicenda che presenta nuovi profili di interesse e conferma orientamenti consolidati della Corte di giustizia. Ma soprattutto annuncia sfide non prive di criticità, forse maggiori di quelle che oggi affrontiamo nell’applicazione concreta del diritto all’oblio.La vicenda attiene alla richiesta di deindicizzazione rivolta a un propulsore di ricerca di alcuni articoli e foto (miniature), contenenti, secondo i ricorrenti, allegazioni errate e opinioni diffamatorie basate su fatti non veritieri.

La novità del caso sta nel fatto che la deindicizzazione è richiesta per la contestazione della veridicità dei dati trattati e che si richiede la deindicizzazione dei link che rinviano a contenuti editi da terzi in cui figurano tali dati, consistenti anche in fotografie. Tre le novità: 1) richiesta di deindicizzazione per non veridicità dei dati 2) che sono presenti in contenuti editi da terzi 3) anche in fondo forma di immagini.

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