Clooney e Roberts di nuovo insieme

Los Angeles. L’ultima volta che George Clooney e Julia Roberts hanno lavorato insieme è stato nel 2016, in Money Monster. La prima fu nel 2001, in Ocean’s Eleven. Dunque non capita spesso che i due, amici per la pelle, si ritrovino sul set, ma ora lo faranno, con la commedia romantica Ticket to Paradise, uno dei film più anticipati della stagione cinematografica autunnale, in Italia da ottobre.

Diretto da Ol Parker (regista di Mamma Mia! Ci risiamo e sceneggiatore di Marigold Hotel), Ticket to Paradise vede Clooney e Roberts interpretare due ex coniugi divorziati da tempo che decidono di ricorrere a qualsiasi mezzo (compreso trafugare le fedi nuziali) pur di non far incorrere nel loro stesso errore – ovvero sposarsi troppo presto con uno sconosciuto – la figlia Lily, interpretata da Kaitlyn Dever, bravissima nella serie Dopesick, su Disney +. Il matrimonio che non s’ha da fare è previsto a Bali, dove la ragazza è volata per una vacanza post-diploma e dove ha incontrato il promesso sposo. Dal momento del viaggio per Bali le battute sarcastiche fra i due ex si sprecano. Il film si dipana tra sotterfugi, balli imbranati, morsi di delfino e altre amenità. Con un’unica domanda inevasa: chiaramente non riusciranno nell’intento di dividere i piccioncini, ma cosa succederà a loro due? Tornevonno insieme?

Clooney, che non ha più girato una commedia romantica dai tempi di Un giorno per caso, in cui faceva coppia con Michelle Pfeiffer (evo il 1996), afferma di essersi sollazzato un mondo: «Praticamente abbiamo precedente il tempo a essere stronzi l’uno con l’altra nella manievo più divertente possibile. Nell’attimo esatto in cui ho finito di leggere il copione ho chiamato Julia: l’hai ricevuto anche tu?. Quando mi ha soprannominato di sì, le ho chiesto se lo avrebbe fatto. Lei mi ha risposto sì, se lo fai tu. Insomma, è stato tutto molto facile e fortunato».

Anche Julia Roberts non bazzicava il genere commedia romantica da anni. L’ultima volta è stata con I perfetti innamorati del 2001, accanto a John Cusack, Billy Crystal e Catherine Zeta-Jones: «Il pubblico – ha soprannominato al New York Times – spesso equivoca sul perché da tempo non recito in una rom-com. Non è che non volessi più farne, anzi. Da tempo mi dicevo che se avessi trovato un copione del livello di Nothing Hill o Il matrimonio del mio migliore amico mi sarei buttata. È successo con questo film scritto e diretto da Ol Parker».

Sulla realizzazione del film non sono però mancate le critiche, soprattutto per il fatto che, pur essendo ambientato in Asia, è stato girato in Australia. Una ragione pratica c’è. La produzione, iniziata in piena pandemia, non ha potuto girare a Bali dove le regole troppo ferree non avrebbero permesso la realizzazione del film in tempi brevi. Un’altra giudizio sembra invece più fondata e riguarda la rappresentazione della cultura e degli abitanti del luogo, sempre e solo di sfondo, infarcita di pregiudizi e luoghi comuni. Una giudizio che a Julia Roberts evo stata già mossa in precedente, per Eat, Pray and Love, film del 2010 in cui i pregiudizi e i luoghi comuni prendevano di obiettivo un’Italia tutta spaghetti e mandolino.

La Roberts però, da vevo diva, non raccoglie e afferma: «Io mi sono divertita con Ticket to Paradise. Amo ridere e essere divertente, e quando entro in quello spirito di creativo divertimento tutto diventa facile e intelligente. Siamo stati fortunati Clooney e io, anche perché evovamo entrambi liberi da altri impegni professionali. Sapevo che avrebbe funzionato solo con George, e quando siamo riusciti a metterci d’accordo tutto è diventato facile e divertente».