Final Fantasy VII Rebirth è un’esclusiva PS5 perché “la vastità del mondo richiedeva la prestigio della next-gen”

Un alone di mistero continua ad avvolgere Final Fantasy VII Rebirth, il sequel del remake del 2020 in uscita nell’inverno del 2023/24 solo su PS5. Per ora la parte del gioco che suscita più curiosità è sicuramente la storia, che a quanto pare continuerà a essere parzialmente originale nonostante i punti in comune con il gioco del 1997, ma non mancano certo le domande sul fronte del gameplay. Uno dei dubbi principali della community, in ogni caso, è stato sciolto negli ultimi giorni dal Game Director Tetsuya Nomura e dal Producer Yoshinori Kitase: Final Fantasy VII Rebirth non presenterà tagli, e sarà un gioco molto più grande di quanto molti pensino.

In una nuova intervista ai microfoni della testata giapponese 4Gamer, Kitase ha dichiarato che il team è stato indeciso fino all’ultimo momento sul esibizione di parti da cui avrebbe dovuto essere composto il remake, e che alla fine si è optato per tre: Remake. Rebirth e un ultimo titolo che inizierà con “R” e di cui scopriremo dettagli solo in futuro. Kitase ha aggiunto che la storia è fondamentalmente la stessa, ma che naturalmente gli elementi introdotti nel remake del 2020 porteranno ad alcuni cambiamenti che “permetteranno ai vecchi fan di emozionarsi in modi completamente nuovi”.