PANACE DI MANTEGAZZA, COS’É?/ Pianta che ustiona e rende cechi: come riconoscerla

Scattato l’allarme per i pericoli connessi al panace di Mantegazza, pianta ustionante in grado di rendere cechi. Vi abbiamo raccontato perché è così pericolosa e quali sono le possibili implicazioni in caso di contatto, adesso è giunto il momento di spiegarvi come riconoscerla, avendo delle caratteristiche inconfondibili rispetto ad altre piante…

Il panace di Mantegazza ha un colore verde chiaro brillante e tendente al giallo, con profonde lobature e segmentazioni. Inoltre, l’aspetto del tronco è simile a quello del carciofo, con striature rosso scuro e contornato da peli irti. L’altezza e la mole del panace di Mantegazza sono molto superiori rispetto all’Heracleum lanatum e alla panace comune. Infine, il diametro e l’imponenza dell’ombrella che è la più grande tra le ombrellifere. (Aggiornamento di MB)

COS’É IL PANACE DI MANTEGAZZA?

Che cos’è il Panace di Mantegazza? L’argomento è diventato di tendenza nelle ultime ore sul web e la risposta non è certo delle più gradevoli e, per così dire, “simpatiche”. Si tratta infatti di una pianta invasiva appartenente alla famiglia delle ombrellifere, alta anche fino a cinque metri e con foglie di grandi dimensioni, con i piccioli colmi di aculei. Originaria del Caucaso e portata in Europa per ragioni meramente ornamentali, essa racchiude in sé pericoli decisamente elevati per l’incolumità dell’uomo, dal momento che è in grado di provocare ustioni serie e di portare addirittura alla cecità, temporanea o permanente.

Se vi state domandando se sia possibile imbattersi in essa anche in Italia, la risposta è, purtroppo positiva: presente prevalentemente lungo i corsi d’acqua, nei prati e nei luoghi lasciati incolti, essa risulta ad oggi diffusa soprattutto in cinque regioni, quali Lombardia, Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta e Veneto. Ciò che più conta è evitare di entrare in contatto con lei, poiché è in grado di provocare ustioni dolorose e ardue da guarire: talvolta possono impiegare addirittura 7 anni di tempo, con il rischio di ricadute a seguito di esposizione al sole. Non solo: i danni possono palesarsi anche per gli occhi…

PANACE DI MANTEGAZZA: RISCHIO USTIONI E CECITÀ

I rischi connessi al Panace di Mantegazza sono dovuti all’elevato grado di tossicità della pianta stessa, in quanto la sua linfa, apparentemente innocua, contiene in realtà composti chimici, denominati furanocumarine, che risultano essere fotomutageni-fototossici, in grado quindi di attivarsi alla luce del sole e in presenza di raggi ultravioletti. Quando questo accade, tali sostanze riescono a penetrare nelle cellule della pelle e a legarsi al nostro acido desossiribonucleico, uccidendo le nostre cellule.

Ecco dunque che si genera una vistosa e fastidiosa infiammazione, detta fitofotodermatite, con la comparsa sull’epidermide di ustioni, vesciche enormi e cicatrici, talvolta permanenti. Attenzione, come accennavamo in precedenza, anche ai vostri occhi, in quanto bastano piccole quantità di linfa per causare danni talvolta irreversibili: si va dalla cecità temporanea sino alla perdita permanente della vista.

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