Oms “Mix vaccini Covid? Pericoloso, mancano dati”/ “Terza dose? Potrebbe non servire”

La vaccinazione eterologa ha mostrato di essere più efficace, ma non è detto che sia sicura. A lanciare l’allarme è l’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), che ieri ha messo in guardia da questa strategia per la quale chi ha ricevuto una prima dose di vaccino AstraZeneca poi per il richiamo avrà una somministrazione di Pfizer o Moderna. Secondo la Chief Scientist Soumya Swaminathan quella del mix di vaccini è «una tendenza pericolosa» perché ci sono pochi dati disponibili sull’impatto che il mix vaccinale ha sulla salute delle persone. «Siamo in una zona senza dati e senza prove per quanto riguarda il “mix and match”», ha dichiarato la pediatra indiana e scienziata clinica nota per le sue ricerche sulla tubercolosi e l’HIV. Inoltre, ritiene che questa strategia possa complicarsi in futuro: «Sarà il caos se i cittadini cominceranno a decidere quando e chi prenderà una seconda, una terza e una quarta dose».

Qualcosa starebbe già accadendo: «Ci sono persone che stanno pensando di mescolare e abbinare. Riceviamo molte richieste da persone che dicono di aver preso una dose e stanno pensando di prenderne un’altra», ha spiegato ieri in un briefing online.

OMS “TERZA DOSE? FORSE NON SERVE”

Soumya Swaminathan ha ricordato che gli studi sul mix di vaccini Covid offrono al momento dati limitati, per questo bisognerebbe aspettare. «Forse sarà un ottimo approccio. Ma, al momento abbiamo solo dati sul vaccino Oxford-AstraZeneca, seguito da Pfizer». Invece Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Oms, ha puntato il dito contro il divario globale nella fornitura dei vaccini Covid, definendolo «enormemente disuguale e iniquo». Ad esempio, ha parlato di Paesi, senza specificare quali, che stanno ordinando milioni di dosi per il richiamo, mentre altri non hanno ancora le forniture necessarie per vaccinare i loro operatori sanitari e i più vulnerabili. Soumya Swaminathan ha quindi evidenziato la necessità di una distribuzione equa dei vaccini a livello globale. «Abbiamo quattro paesi che hanno annunciato programmi di richiamo e alcuni altri che ci stanno pensando. Se 11 paesi ad alto e medio-alto reddito decidono di fare un richiamo per la loro popolazione, o anche per sottogruppi, questo richiederà altri 800 milioni di dosi di vaccino». Infine, ha spiegato che non ci sono prove scientifiche che un nuovo richiamo, cioè una terza dose, sia assolutamente necessario dopo le due dosi.

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