Francesco Bosi è morto/ Fondatore Udc aveva 76 anni, Cesa: “Uomo di grande Fede”

Francesco Bosi, uno dei fondatori dell’Udc, è morto quest’oggi, domenica 4 luglio 2021, all’età di 76 anni. La notizia della scomparsa dell’ex sottosegretario alla Difesa nei governi Berlusconi e due volte deputato e senatore è pervenuta direttamente dal segretario nazionale Udc, Lorenzo Cesa, il quale ha diramato una nota stampa in cui lo ricorda come un grande amico, come un pilastro della famiglia di democratici cristiani. “Ci lascia un uomo cattolico impegnato da sempre in politica, che sapeva tradurre i valori democratici cristiani in azioni concrete e sempre vicino e attento ai bisogni delle persone e della sua amata Toscana”, ha scritto Cesa.

Aggiungendo, poi, che a mancare sarà soprattutto lo straordinario attaccamento ai princìpi della cristianità e della Fede che Bosi aveva dimostrato di possedere nel corso della sua permanenza terrena. Il segretario dell’Udc ha quindi rivolto le sue sentite condoglianze “ai familiari e agli amici democratici cristiani della Toscana”.

FRANCESCO BOSI È MORTO, CASINI: “TRISTEZZA E NOSTALGIA”

Francesco Bosi era nato a Piacenza il 7 aprile 1945 e aveva intrapreso la carriera politica nella Democrazia Cristiana, venendo eletto al Consiglio regionale della Toscana nel 1990. Aderì in seguito al Centro Cristiano Democratico, con cui divenne senatore nel 1996 e nel 2001. Oltre agli incarichi di sottosegretario nei governi Berlusconi, menzionati sopra, Bosi nel 2006 fu eletto alla Camera, mantenendo la carica anche nel 2008. Fu sindaco per dieci anni di Rio Marina, Comune dell’Isola d’Elba.

L’agenzia stampa Adnkronos ha pubblicato poco fa il personale ricordo di Pier Ferdinando Casini, altro noto esponente democristiano: “La scomparsa di Francesco Bosi mi riempie il cuore di tristezza e di nostalgia, nel ricordo di una delle persone più coerenti e più leali che ho conosciuto nella mia vita. Democristiano vero e centrista a tutto tondo, Francesco ha fatto fatica ad appassionarsi negli ultimi anni alle nuove suggestioni politiche del nostro tempo, ma ha continuato ad essere sempre un osservatore acuto e vivace. Ha amato Firenze, la sua città, e credo che oggi tutti, amici ed avversari politici, non possano che inchinarsi alla memoria di un uomo buono e giusto”.

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