Caso Sabrina Beccalli, processo rito abbreviato/ Fratello “Pasini? Morto che cammina”

La trasmissione Lombardia Nera è tornata ad occuparsi del caso di Sabrina Beccalli, giovane morta a Crema lo scorso Ferragosto. Per l’accusa si è trattato di un omicidio e per questo ha mandato a processo Alessandro Pasini, unico indagato, che però dà un’altra versione. A suo dire sarebbe morta in casa sua per overdose e preso dal panico avrebbe poi portato il suo cadavere nella sua auto dandole fuoco. Pasini starebbe valutando il rito abbreviato. La scorsa settimana l’uomo si è presentato in udienza così come i familiari di Sabrina Beccalli. “Abbiamo avuto il coraggio di guardarlo in faccia per tutta l’udienza”, ha commentato il fratello della vittima ai microfoni del programma, “è stato lui che non guardava in faccia noi perché ha la coda sporca, noi non l’abbiamo e difendiamo nostra sorella. Ha ragione mia sorella, è un morto che cammina”.

Alessandro Pasini ha chiesto ed ottenuto il rito abbreviato sebbene i familiari della vittima si fossero opposti. “Riteniamo sia stato commesso nel contesto di un tentativo di violenza sessuale e quindi che fosse un reato aggravato e quindi punito con la pena dell’ergastolo”, ha commentato l’avvocato Antonino Andronico, legale della famiglia Beccalli. Tuttavia il giudice ha ritenuto che non sia così ammettendo il rito abbreviato. “Vedremo all’esito della discussione”, ha concluso l’avvocato.

OMICIDIO SABRINA BECCALLI: TRACCE DI SANGUE IN CASA

La difesa della famiglia di Sabrina Beccalli ha inoltre aggiunto di aver effettuato una integrazione con le relazioni del generale Garofano che hanno lo scopo di indicare la dinamica del presunto omicidio della donna. Dalle relazioni, Sabrina sarebbe morta in seguito ad una aggressione violenta e reiterata iniziata nel ripostiglio come suggeriscono le tracce di sangue presenti sui muri, sul manico di scopa e su una roncola. La donna avrebbe poi cercato di fuggire come evidenziano le tracce ematiche evidenziate nel corridoio dal luminol. Non si esclude inoltre che la vittima possa essere stata scagliata contro un mobile o un termosifone. Sempre secondo la relazione del generale Garofano, Pasini avrebbe cercato di depistare le indagini eliminando le macchie con accurati lavaggi e raschiamento dell’intonaco. Per cercare di eliminare ogni prova inoltre avrebbe cercato di saturare la casa di gas al fine di farla esplodere. Pasini dovrà quindi rispondere anche di crollo di edificio.

PARLA L’AVVOCATO ANDRONICO

In collegamento con la trasmissione, l’avvocato Andronico, legale della famiglia di Sabrina Beccalli ha commentato la decisione del giudice di accettare il rito abbreviato chiesto da Pasini: “L’abbiamo presa molto male perché evidentemente il capo di imputazione che era stato formulato non prevedeva circostanze aggravanti, addirittura neanche l’aggravante della recidiva nonostante Pasini abbia tre pagine di casellario penale belle fitte”. L’avvocato ha aggiunto: “Ovviamente ci siamo opposti al giudizio abbreviato dicendo che era inammissibile perché come indicato nel capo di imputazione Pasini avrebbe portato in quell’appartamento Sabrina per avere rapporti sessuali”. Eppure la difesa dell’uomo esclude che la morte possa essere legata ad un tentativo di approccio sessuale ma è convinta che sia per una overdose. “Il loro problema è dover provare questa cosa che comunque è già esclusa dalla perizia della dottoressa Cattaneo e del suo staff”, ha precisato il legale.

A distanza di un anno c’è stato il funerale della donna, dopo essere stata scambiata per un cane e bruciata in un inceneritore: “Non c’è stata neanche umanità nei confronti di mia sorella”, ha commentato il fratello, “smaltita da una parte, altri resti trovati ancora in macchina, è stata gettata in una discarica”.

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