Capezzone: “Vaccino ai giovani? Più rischi del Covid”/ Pregliasco: “Dici sciocchezze”

Scontro ad alta tensione tra Daniele Capezzone e Fabrizio Pregliasco a Stasera Italia. L’opinionista, dopo aver ribadito la sperimentalità dei vaccini anti-Covid, è intervenuto sul dibattito sul green pass ed ha tenuto a precisare: «Per i ragazzi i rischi del vaccino sono superiori a quelli del Covid». Parole che non sono passate inosservate al virologo: «Le cose che dice Capezzone sono brutte, ha detto delle sciocchezze».

«Così non va bene. Non io, ma ricerche dimostrano che sotto i 25 anni i rischi del vaccino sono superiore al Covid. Professore, non ci provi che casca male con me», la replica di Capezzone, che ha poi aggiunto: «Per garbo non racconterò le cose che ha raccontato lui in questi mesi, con le previsioni. In Gran Bretagna, dove i casi crescono ma l’ospedalizzazione e morti no, hanno riaperto. Noi non dobbiamo terrorizzare. La gente la persuadiamo a vaccinarsi non col terrore, non con gli obblighi e non aggredendo chi ha un approccio liberale e non autoritario. Siate più umili».

SCONTRO CAPEZZONE-PREGLIASCO A STASERA ITALIA

«Sono d’accordo con Capezzone, bisogna convincere le persone. Non mi è piaciuto che abbia rimarcato la sperimentalità che aleggia come elemento che non facilita questa adesione, non è vero. E’ un vaccino che è stato realizzato velocemente, non è sperimentale», ha spiegato Fabrizio Pregliasco: «E’ stato sperimentato su una dimensione campionaria paragonabile a quelli di altri farmaci in commercio. Non nascondo che alcune cose potrebbero emergere in futuro, ma i dati oggi ci danno un rapporto costo-beneficio a favore del vaccino. E anche per i giovani». L’ultima parola è di Capezzone: «Io non sono un no-vax, sono favorevole ai vaccini ma sono liberale. La gente deve essere informata al 100% per decidere. Non si permetta di dire che io dico sciocchezze. Questi vaccini sono un miracolo, ma sono ancora nella quarta fase di sperimentazione. Tant’è vero che nessun Paese al mondo ha reso obbligatoria la vaccinazione. Tutti firmiamo dieci pagine di consenso informato».

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