Alberto Genovese, sequestrato tesoretto/ “Soldi usati per Villa Sentimento a Ibiza”

Importanti novità nel caso di Alberto Genovese, tornato centrale nel corso della trasmissione Iceberg su Telelombardia. Il magistrato ha deciso di sequestrare il tesoretto dell’imprenditore in carcere. Stando a quanto emerso, Genovese aveva intenzione di creare un brand internazionale per realizzare dei locali nelle maggiori città del mondo chiamati Sentimento. Genovese, dunque, potrebbe finire nuovamente nei guai per motivi ben differenti e questa volta potrebbe essere colpa di Villa Sentimento, la casa acquistata ad Ibiza e che stava ristrutturando. Si tratta di un investimento da otto milioni di euro che era stato pagato attraverso una Srl, la Auliv al centro della disputa sul sequestro dei 4,3 milioni di euro chiesto dalla procura e concesso dal Riesame.

Proprio di questo si era già parlato in una puntata dello scorso febbraio di Iceberg Lombardia. A parlare, in quell’occasione, era stato il bodyguard di Genovese, Simone Bonino, che aveva commentato la bellissima villa in costruzione ricordando un nome simile a “Sentimento”. Secondo il Riesame il denaro della Srl sarebbe stato usato per scopi personali del tutto estranei alla finalità di impresa e gran parte delle spese erano legate proprio a Villa Sentimento a Ibiza.

ALBERTO GENOVESE, SEQUESTRATO TESORETTO DI 4,3 MILIONI DI EURO

La procura intanto ha chiuso le indagini sul caso Alberto Genovese contestando all’uomo due violenze sessuali, la prima avvenuta a Milano e l’altra a villa Lolita, casa in affitto a Ibiza, dove stava costruendo Villa Sentimento. Ma a cosa sarebbe servita questa nuova location? Parlando del sequestro del tesoretto avvenuto in modo così tardivo, l’avvocato Carlo Taormina, in collegamento durante il programma di Telelombardia ha ricordato la complessità delle indagini ed ha aggiunto: “Riguardano rapporti anche con altri paesi stranieri, per cui bisogna lavorare con le rogatorie e fare indagini con assistenza giudiziaria, quindi i tempi trascorsi sono ragionevoli”. Si era già parlato di come gli inquirenti stessero indagando sulle questioni finanziarie di Genovese fino ad ora, quando la situazione sarebbe ormai esplosa. “Non si possono usare soldi di società che fanno attività imprenditoriale, che hanno soci, clienti, giro di affari e indotto per fare cose di questo genere”, ha precisato l’avvocato Taormina.

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