900 domande sbagliate su 5mila al concorso/ “Errori non invalidanti”

Clamoroso accadimento ai test preselettivi del concorso dell’Agenzia delle Dogane, a cui hanno risposto 200mila partecipanti. Come rivela “La Repubblica”, nella banca dati contenente i cinquemila quiz predisposti da una società esterna vincitrice dell’appalto sono stati individuati all’incirca 900 risultati sbagliati, come evidenziato da un lavoro di verifica svolto proprio dagli esperti dell’Agenzia delle Dogane. Ovviamente, i partecipanti hanno manifestato tutta la loro indignazione sui social media per via dell’elevata percentuale di errori, ritenendola oltremodo penalizzante ai fini della preparazione e lamentando l’impossibilità di ricorrere all’utilizzo di carta e penna per riuscire a risolvere i quesiti di logica.

Immediata la reazione da parte dell’Agenzia delle Dogane, che ha dichiarato quanto segue ai microfoni de “Il Corriere della Sera”: “Quando ci siamo resi conto con i nostri tecnici che c’erano alcuni sbagli, ne abbiamo eliminati circa 900 e li abbiamo pubblicati. Abbiamo anche invitato i candidati a segnalarci le eventuali inesattezze a un indirizzo di posta elettronica dedicato”.

AGENZIA DOGANE: 900 ERRORI AI TEST PRESELETTIVI DEL CONCORSO

Fino a questo momento, solamente in due occasioni è emersa una domanda sbagliata su 50, ma dall’Agenzia delle Dogane precisano (sempre sul Corriere): “Vogliamo rassicurare che gli errori non sono invalidanti e che, come tali, verranno eliminati dal conteggio non solo per chi ha partecipato a quella giornata di preselezione, ma a tutti: il calcolo verrà fatto su 49 risposte, non più su 50. Alleggeriremo le criticità per tutti”.

Peraltro, dal Ministero è giunta la direttiva di assumere il doppio delle persone inizialmente previste, con la possibilità di assistere alla nomina di 2.500 nuovi dipendenti pubblici. Tuttavia, un candidato ha sottolineato con disappunto il seguente concetto: “I concorrenti hanno tempi diversi, chi anche una settimana in più per studiare il database delle domande… Non è iniquo, quindi censurabile ovvero annullabile per disparità di trattamento (e di opportunità)?”. Un quesito quantomeno lecito e che contribuisce a sollevare nuove polemiche attorno ai concorsi pubblici, dopo quelle che avevano accompagnato nelle scorse settimane il concorsone di Roma, nel quale erano emersi errori nella formulazione dei quesiti.

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