STRAGE DI MANCHESTER/ “Paura di essere accusato di razzismo”: la scusa della security

“Avevo paura che se mi fossi avvicinato per dirgli di andarsene, avrei potuto essere accusato di razzismo”. Sono queste le sconcertanti parole di uno degli addetti alla sicurezza della Arena di Manchester, dove la sera del 22 maggio 2017, al termine di un concerto della pop star Ariana Grande, 22 tra ragazzine e genitori rimasero uccisi da un attentatore kamikaze dell’Isis. Ma non è l’unico particolare emerso dalle indagini rivelate adesso pubblicamente su quella orribile serata che dimostra come gli addetti alla sicurezza si siano comportati in un modo talmente sconsiderato da permettere che accadesse la strage.

Lo rivela il quotidiano inglese Daily Mail citando le indagini condotte dalle autorità inglesi nelle parole dell’ex giudice John Saunders. Sotto accusa la società di steward incaricata di sorvegliare l’arena, la multinazionale Showsec, e i suoi dipendenti che erano in servizio quella sera così come i poliziotti dei Trasporti britannici. Alcuni di loro, invece di essere in servizio al momento della fine del concerto, quando migliaia di persone stavano uscendo e quando Salman Abedi si fece esplodere, si erano messi in pausa, andando via addirittura per due ore a mangiare in un kebab lontano alcuni chilometri. L’indagine cita una coppia di genitori che si trovava all’uscita in attesa della figlia che si erano accorti del personaggio, con uno zaino sulla schiena, che si aggirava davanti all’uscita con fare nervoso e misterioso. Si avvicinarono chiedendogli cosa stesse facendo, ma lui si allontanò. Avvisata l’unica guardia in servizio, questi disse che non aveva la radio per avvertire i suoi colleghi affermando poi di non aver voluto “disturbarlo” per paura di essere accusato di razzismo. A questo punto è arrivato il politicamente corretto da minacciare i membri della sicurezza. Secondo Sir Saunders, se l’attentatore fosse stato affrontato per allontanarlo, sicuramente si sarebbe fatto esplodere lo stesso, ma si sarebbe evitata la carneficina che invece è avvenuta. Una catena di eventi negativi dettati da una totale noncuranza per i propri doveri, ancor più grave visto che in quel periodo si era in piena emergenza attacchi terroristici dei fondamentalisti islamici. La tragedia sarebbe stata l’evento terroristico con più vittime dopo gli attentati del 2005. Inutile dire che i familiari delle vittime hanno reagito con rabbia a queste notizie: “È davvero difficile ascoltare le prove che hanno evidenziato come il nostro governo non sia riuscito a prendere misure per garantire la sicurezza in luoghi come questo in tutto il paese e come le organizzazioni che sono presumibilmente esperte nella gestione di tali luoghi ed eventi può commettere tanti errori di base relativi alla sicurezza” ha detto una di loro. Una strage che poteva essere evitata solo seguendo le normali procedure previste.

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