Scomparsa Sara Pedri, commissione d’inchiesta/ Fidanzato “schiaffi in reparto e…”

La scomparsa della giovane ginecologa Sara Pedri potrebbe nascondere qualcosa di molto più grande. Dopo gli appelli lanciati a Chi l’ha visto – che stasera torna sul caso – è partita una indagine per capire davvero cosa accadeva nel reparto di ginecologia e ostetricia dell’ospedale di Trento dove Sara lavorava. Il fidanzato Guglielmo Piro, 33enne di Cosenza, ha svelato a Il Resto del Carlino di alcuni episodi accaduti in ospedale e che lo stesso aveva poi riferito ai carabinieri. “Il primo è stato quando pochi giorni dopo essere arrivata si era fermata per la pausa pranzo e le fu impedito di farla”, ha svelato. Il secondo accadde in sala operatoria lo scorso dicembre: “Mi raccontò di essere stata aggredita verbalmente da una stretta collaboratrice del primario che le diede uno schiaffo sulle mani, facendole cadere il bisturi, e che la cacciò dalla sala, mortificandola davanti a tutti”. Il terzo risale a gennaio, quando una collega le chiese di trattenersi anche dopo la fine del suo turno poichè aveva bisogno di lei: “Aspettò tutto il pomeriggio, seduta in una stanza da sola a non fare niente”.

Ma cosa accadeva davvero nel reparto di ginecologia? L’Azienda sanitaria ha istituito una commissione d’inchiesta ad hoc che dovrebbe concludere a breve i propri lavori. Come riferisce Corriere.it, al momento la commissione interna all’Azienda ha sentito 33 dipendenti tra medici, coordinatori del personale infermieristico e ostetrico e segretarie di reparto, su un totale di 161 persone in servizio nell’unità operativa.

SARA PEDRI GINECOLOGA SCOMPARSA: IL GIALLO

Della giovane ginecologa di Forlì, Sara Pedri, si sono perse le tracce il 4 marzo scorso. Pochi giorni fa avrebbe festeggiato il suo 32esimo compleanno, ma invece la famiglia non ha più suoi contatti da quasi 4 mesi. Poco prima della scomparsa la donna aveva presentato le dimissioni sebbene fosse stata trasferita a Cles. L’auto di Sara è stata ritrovata vicino al ponte di Mostizzolo con il cellulare all’interno ma della ragazza nessuna traccia. La procura di Trento ha aperto un fascicolo senza notizia di reato e la famiglia della giovane, proprio alla trasmissione Chi l’ha visto ha denunciato umiliazioni e minacce subite dalla dottoressa al reparto di Ginecologia e Ostetricia del Santa Chiara. Accuse in questi giorni confermate anche dai professionisti sanitari che lavorano in reparto. Da qui la necessità di istituire una commissione ad hoc.

Ad intervenire sulla vicenda anche i sindacati Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl Sanità, che hanno chiesto “la massima chiarezza dai vertici dell’Azienda sanitaria su quanto viene raccontato, con testimonianze impaurite al punto di ricorrere al camuffamento per timore di conseguenze, sul clima lavorativo che si sarebbe determinato nel reparto di Ginecologia nel corso di questi anni” nei quali si è verificato un avvicendamento del personale piuttosto significativo.

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