Madonna Medjugorje, atteso messaggio 25 giugno/ 40 anni di fede e apparizioni

PROGRAMMA PER I 40 ANNI DALLE PRIME APPARIZIONI

Per i 40 anni delle apparizioni della Madonna a Medjugorje, la comunità parrocchiale bosniaca ha organizzato nella giornata di ieri la “Marcia della Pace” mentre per questo 25 giugno 2021, in attesa del nuovo messaggio con le intenzioni di preghiera, il programma vede alle ore 16.30 la Processione dalla Collina delle apparizioni alla chiesa di S. Giacomo. Alle ore 18 è invece previsto il Rosario sull’altare esterno della parrocchia di Medjugorje, mentre alle ore 20 dopo la Messa serale, un’ora di Adorazione comune al Santissimo Sacramento dell’Altare, che proseguirà in silenzio fino alle 7 del mattino.

Una comunità che si stringe, con regole Covid che ancora limitano la presenza di migliaia di pellegrini da ogni parte del mondo, attorno ai propri veggenti e testimoni di fede: oggi come 40 anni fa, al cospetto dello sguardo tenero e materno della Gospa (Madonna in lingua croata-slava) che invoca la conversione del cuore e dell’anima per testimoniare il Figlio Suo Gesù. Come recitava nel lontano messaggio del 25 maggio 1999 – ma ancora straordinariamente attuale – «Figlioli, voi cercate la pace e pregate in diversi modi, ma non avete ancora dato i vostri cuori a Dio affinché li riempia del suo Amore. Ecco, per questo io sono con voi, per insegnarvi ed avvicinarvi all’Amore di Dio. Se amate Dio al di sopra di tutto, sarà facile per voi pregare ed aprirgli il vostro cuore».

LA COMPAGNIA DELLA CHIESA AL MISTERO DI MEDJUGORJE

«La missione del Visitatore Apostolico – spiegava la Sala Stampa vaticana nel 2018 quando Papa Francesco inviò il vescovo Hoser come compagnia istituzionale alla comunità di Medjugorje – ha la finalità di assicurare un accompagnamento stabile e continuo della comunità parrocchiale di Medjugorje e dei fedeli che vi si recano in pellegrinaggio, le cui esigenze richiedono una peculiare attenzione». In attesa del nuovo messaggio della Madonna destinato alla diffusione tramite la veggente Marja, non si può non tenere in considerazione in questo lungo cammino anche controverso degli ultimi 40 anni la compagnia di fede che la Chiesa ha sempre esercitato in questo popolo di fedeli pellegrini: non tutti, alcune volte con scontri molto duri tra vescovi e preti, ma con la consapevolezza sempre crescente che le misteriose apparizioni della Gospa non avessero il ruolo di “banalizzare” o “spettacolarizzare” la fede, tutt’altro.

Come ha ben riferito la Commissione Ruini, al di là dei ragionevoli dubbi che permangono sulla veridicità dei racconti dei veggenti, «la gente va lì e si converte, gente che incontra Dio, che cambia vita… Per questo non c’è una bacchetta magica, e questo fatto spirituale-pastorale non si può negare». Compagnia al mistero, compagnia di fede e compagnia umana: la Chiesa è anche se non soprattutto questo e in questa missione si gioca molto se non tutto del “futuro” di Medjugorje (e dell’intero popolo di cristiani).

MESSAGGIO MADONNA DI MEDJUGORJE: LA STORIA CONTROVERSA DI QUESTI 40 ANNI

40 anni fa a Medjugorje cominciano le prime, misteriose e tutt’ora “non spiegabili” apparizioni della Madonna: era il 24 giugno 1981 e la Gospa apparve alle 4 di pomeriggio nel paesello sperduto dell’allora riunita Jugoslavia. Si attende oggi il nuovo messaggio “tradizionale” del 25 giugno con l’apparizione a Marija Pavlovic, una di quei primi ragazzini che ebbero l’incredibile e misterioso dono della visita della Regina della Pace: dal 25 gennaio 1987, il 25 di ogni mese la veggente bosniaca comunica il testo del messaggio alla parrocchia di San Giacomo in Medjugorje per la sua ulteriore divulgazione, con l’intenzione affidata a lei dalla Vergine per tutte le anime del Purgatorio.

Mentre la “diatriba” tra Vaticano, Chiesa locale e veggenti prosegue con un fascicolo ancora aperto presso la Santa Sede, le prove di fede e le innumerevoli testimonianze in arrivo dalle migliaia di pellegrini che ogni anno fanno visita sui luoghi delle apparizioni, danno l’esatta consistenza del “fenomeno” tutt’altro che mediatico. Il Vaticano anche per questo motivo negli ultimi anni, con la Commissione Ruini, pone un visitatore permanente (il vescovo Hoser, ndr) ne luoghi di Medjugorje e al momento si attiene alla prima conclusione redatta: giudizio di attendibilità per quanto riguarda le apparizioni dei primi 7 giorni, una sospensione del giudizio su tutto ciò che è avvenuto nei quattro decenni successivi.

MESSAGGIO MADONNA DI MEDJUGORJE, LA DEVOZIONE DEL CT MANCINI

Questo significa che con il “fenomeno” ancora in corso d’opera, anche oggi è infatti atteso il messaggio dalla Madonna di Medjugorje presso la veggente Marja Pavlovic, la Chiesa ha deciso di astenersi dal giudizio fino alla sua stessa conclusione: nel frattempo, osservando dai “frutti” di questa incredibile e permanente “predilezione” della Regina della Pace per gli ex ragazzi di Medjugorje, si può scorgere un elevato numero di convertiti e fedeli che ogni giorno ringraziano di avere incontrato la fede e di poterla sperimentare nella vita quotidiana grazie alle testimonianze viste (o sentite raccontare) sul Podbrdo, luogo di pellegrinaggio ininterrotto prima della pandemia. Tra i tanti “folgorati” dall’annuncio del Vangelo (visto nei veggenti della Gospa nei pellegrinaggi di tanti anni fa) anche l’attuale Ct dell’Italia, Roberto Mancini: come ha raccontato a Tv Sorrisi e Canzoni, il “Mancio” nell’incontro con un amico molto credente e fervente pellegrino a Medjugorje ha visto cambiare forse per sempre la sua esistenza.

«Mi aveva parlato di Medjugorje tanti anni fa il nostro parroco di Genova, ai tempi della Sampdoria. Lui ci andava negli anni in cui era quasi impossibile andare, quindi stiamo parlando degli anni ’80, quando c’erano dei problemi. Io non l’avevo mai vista, cioè non l’avevo mai conosciuta, eppure prima di andare mi è apparsa in sogno. Non lo so, è stata una cosa veramente stranissima. poi sono andato e gliel’ho anche detto. Ci siamo parlati diverse volte. Io capisco che ci spossano essere persone che non credono in questo ma io credo che il pensiero vada rispettato». Come Mancini, tantissimi altri in questi 40 anni hanno vissuto sulla propria carne l’incontro vivo con la Madre di Dio: in attesa che la Chiesa (giustamente) dia un giudizio completo nel momento in cui finiranno le apparizioni e i messaggi, i “frutti” viventi di questa misteriosa realtà ci dicono già tantissimo della “bontà” di tali testimonianze. Come ha spiegato ad Avvenire padre Salvatore Perrella, docente di dogmatica e di mariologia Pontificia Facoltà Teologica Marianum e membro della “Commissione Ruini”, «possiamo dire con l’arcivescovo Hoser che, per quanto riguarda la Santa Sede e anche il pensiero del Santo Padre, Medjugorje non è più un “luogo sospetto” ma dove migliaia e migliaia di fedeli vanno a Cristo tramite la Vergine Maria».

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