Il turismo riparte ma ora serve spingere su digitale, servizi e infrastrutture

Il turismo mette le ali all’Italia e spinge la ripartenza del Paese dopo i terribili mesi del Covid. Il primo evento “Forum in masseria” voluto e condotto da Bruno Vespa a masseria “Li Reni” a Manduria, nel Tarantino, su questo mette d’accordo un parterre ampio che va dal presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, ai ministri Massimo Garavaglia (Turismo) e Mara Carfagna (Sud), dagli amministratori delegati di Mediocredito centrale, Bernardo Mattarella, e Leonardo, Alessandro Profumo, alla presidente del Cnr, Maria Chiara Carrozza. Il tema scelto è innovazione e turismo. Un’abbinata non casuale perché in essa si vedono due importanti leve per la ripresa.

Bonomi: cresceremo più del 5%

E che ripresa sarà dopo la pandemia, ci crede il presidente Bonomi quando afferma che nel 2021 avremo una crescita «superiore a quello che è stato dichiarato. Credo che sfonderemo il 5%. Sono molto ottimista in questo momento. Le condizioni ci sono tutte se sapremo sfruttarle bene». «È una buona stagione, avremo una ripartenza maggiore rispetto allo scorso anno. Cominciano a tornare gli stranieri, ma soprattutto non ci fermiamo a settembre perché ripartiamo per non fermarci più», sottolinea il ministro Garavaglia.

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Federturismo: attesi risultati tra 52 e 59% rispetto al 2019

Marina Lalli, presidente di Federturismo, colloca tra il 52 e il 59 per cento il “fatturato” atteso dal turismo nazionale nel 2021 rispetto al 2019. E lo spiega col fatto che più di cinque mesi buoni sono stati ormai persi e che giugno, tradizionalmente, non é un mese di grandi vacanze. In ogni caso, rileva Lalli, «c’é una ripartenza significativamente buona». «Abbiamo grande bisogno di avere ottimismo per la ripresa perché abbiamo sofferto tanto, nel turismo in particolare. Aspettiamo davvero questa rinascita», aggiunge. Sugli scudi, per Federturismo, ci sono per ora tutte le località di mare, con la Puglia messa benissimo, mentre le città d’arte soffrono ancora poiché, osserva Lalli, abbiamo «solo turisti italiani che viaggiano, significativamente meno gli stranieri, e gli italiani, per tradizione, non viaggiano d’estate nelle città d’arte». «Si notano i primi arrivi di turisti stranieri ma la ripresa vera l’avremo a settembre», chiosa sul punto Heinz Beck, chef stellato, nel parterre del forum di Vespa.

Emiliano: sì al riavvio ma con cautela

«Già l’anno scorso la Puglia è stata la regione che ha fatto il record turistico italiano – rammenta il governatore Michele Emiliano -. Noi stiamo lavorando per far riprendere il turismo negli spazi che la pandemia ci lascia. La tecnica che utilizziamo è sempre lo stop and go. Nulla è blindato, siamo vaccinati, però serve cautela, gestire la pandemia tenendo d’occhio la variante indiana, e promuovere il turismo con grande rispetto per le sofferenze che la gente ha patito. È certo però che la svolta è arrivata, c’é maggiore fiducia anche nell’organizzare eventi ed incontri». «C’é voluta purtroppo la pandemia per capire quale fosse il valore del turismo, quale impatto importante avesse per città come Firenze e Venezia, ma anche per orientare la classe di governo a promuovere la costituzione di un ministero per il turismo», commenta Rocco Forte, a capo di Rocco Forte Hotels. Eppure, aggiunge Forte, «come destinazione turistica l’Italia è la migliore del mondo».

Garavaglia: l’importanza del salto digitale

Bene gli scenari, bene le previsioni, ora, però, ci sono le cose da fare. «Abbiamo bisogno di far fare al nostro Paese un salto e il salto è legato al digitale», sostiene Garavaglia, delineando la svolta organizzativa sulla quale si punta per dare al turismo italiano più competitività e attrattività. Per Garavaglia, il ministero, tornato dopo molti anni, è già un passo avanti rispetto alla frammentazione delle competenze e degli interventi in materia tra Regioni e Stato. Adesso c’è anche la banca dati che fotografa unitariamente quale è l’offerta ricettiva nazionale mentre prima c’era solo per singole regioni, e in questo portale «una famiglia, quando va in un sito, piuttosto che in un albergo o in appartamento, si iscrive. Questo consente di tenere tutto tracciato». «E il dato tracciato ci permetterà di fare offerte mirate, di distribuire il flusso turistico durante l’anno, e anche meglio geograficamente, e di ridimensionare l’abusivismo», osserva Garavaglia che propone un’intesa ai grandi operatori.