Dai flussi migratori alla giustizia: è il momento giusto per superare gli ostacoli

Tutti al via, si riparte! Oggi più che mai, sulle prime ceneri del Covid che si spera siano definitive, l’Italia ha veramente bisogno di voltar pagina: quale migliore opportunità per ricominciare ex-novo?

In effetti, dai tempi della Prima Repubblica fino ad ora, non c’era mai stata possibilità di azzerare tutto: dove eravamo rimasti? Dovendo l’Italia compiere un decollo-bis, abbiamo adesso un’occasione veramente d’oro, una ghiotta opportunità da non sprecare.

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A livello europeo, in effetti, abbiamo già registrato certi segnali molto positivi che fanno sperare in una netta inversione di tendenza: in tutta l’Unione abbiamo cominciato a notare cambiamenti economici, politici e culturali che dimostrano un cambio di marcia reso più che mai necessario dall’incalzare dell’emergenza.

Anche nel Belpaese ci sono stati mutamenti positivi, governo Draghi “in primis”. Ma altri segnali non si sono dimostrati così favorevoli: è il caso dell’annoso braccio di ferro che continua a dividerci da Bruxelles sulle misure da adottare per contenere il flusso migratorio dall’altra sponda del Mediterraneo. È vero, noi italiani abbiamo le nostre ragioni da rivendicare, come più volte abbiamo scritto, perché siamo stati lasciati troppo soli, ma ora è il momento di compiere un salto di qualità: se anche gli eurocrati di primo livello si stanno finalmente muovendo tanto da prender parte a missioni “ad hoc” nel cuore di questa grande battaglia navale, dovremmo ancor più fare l’impossibile per cercare di sbloccare l’“impasse” che dura, ormai, da troppi anni.

È anche il caso della giustizia che continua ad essere sempre al centro della nostra attenzione: discettiamo da tanti anni, troppi, sulla necessità di avviare una seria riforma di tutto il mondo giudiziario ma siamo ancora al punto di partenza come, in questi giorni, è stato clamorosamente confermato dalla “vicenda-Brusca” che segue a ruota – ma, in questo caso, la responsabilità è dei “cugini” transalpini – la mancata estradizione dei brigatisti italiani che si erano rifugiati in Francia.