Il miracolo dell’export cinese al microscopio

Non solo turismo: l’aumento del reddito disponibile di una classe media in espansione andava di pari passo con le richieste di trasferimento fisico (per lo più legale) di valuta all’estero per la quota massima concessa dal governo (circa 50.000$ all’anno per cittadino).

CINA – DECOMPOSIZIONE DEL SALDO DELLE PARTITE CORRENTI

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Con lo shock pandemico, si nota non solo lo “stop and go” del saldo commerciale dovuto al lockdown ed alla successiva fortissima ripresa delle esportazioni, ma anche la marcata riduzione dei deflussi di capitale connessi al turismo internazionale, crollati dai 60 miliardi di $ trimestrali di inizio 2020 ai 17 di marzo 2021. La somma di questi effetti ha portato alla crescita del saldo delle partite correnti, con un picco di +124 miliardi di $ nel quarto trimestre 2020 paragonabile ai valori record registrati durante la crisi finanziaria internazionale del 2008-2009.

La ri-nazionalizzazione dei flussi finanziari

La ripartenza del surplus delle partite correnti ha implicazioni di rilievo anche sul saldo dei flussi finanziari della BdP cinese, dato che per definizione la somma dei due saldi, del conto capitale e di eventuali errori ed omissioni deve essere pari a zero. L’analisi del conto finanziario contribuisce a definire un quadro chiaro sulla destinazione d’uso della liquidità in ingresso/uscita (cfr. Figura 6).

In questo contesto, valori positivi sono convenzionalmente associati a deflussi di liquidità, e viceversa. Ad esempio, un investimento in attività estere di cittadini cinesi è contabilizzato come deflusso di liquidità, un disinvestimento viceversa. Parimenti, un investimento estero in attività cinesi è considerato un afflusso di liquidità, un disinvestimento viceversa.

CINA – DECOMPOSIZIONE DEL CONTO FINANZIARIO

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I dati mostrano come nel 2019 si registrasse – mediamente – un deflusso netto di capitali verso l’estero, guidato da investimenti diretti (barre rosse), da disinvestimenti di portafoglio dall’estero in azioni, fondi comuni (barre azzurre) e titoli di debito (barre arancioni) e da una lieve riduzione del cospicuo stock di riserve valutarie (barre gialle). I deflussi erano compensati da una crescita dei prestiti e delle linee di credito estere delle banche cinesi (barre celesti) e da una riduzione di attività finanziarie cinesi all’estero (barre verdi e viola).